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20 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE PER I DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA






20 NOVEMBRE 1959:


L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo




La Giornata Internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ricorda la creazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo avvenuta il 20 novembre 1959.

Tutto ha inizio con la Dichiarazione dei diritti del fanciullo che è un documento redatto a Ginevra il 23 febbraio 1923 dalla Società delle Nazioni in seguito alle conseguenze prodotte dalla Prima guerra mondiale sui bambini e venne adottata dall’Assemblea Generale della Società delle Nazioni nel 1924. Per la redazione di tale Dichiarazione, la Società delle Nazioni fece riferimento alla Carta dei Diritti del Bambino scritta nel 1923 dalla Dama della Croce Rossa Englantyne Jebb, la quale fondò Save the Children nel 1919 insieme alla sorella Dorothy.

Successivamente, con l’istituzione dell’ONU, la dichiarazione venne approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989, quando vi fece seguito la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia: tale Convenzione non ha valore vincolante nel Diritto dei singoli stati e tantomeno in quello internazionale, ma impegna solo da un punto di vista morale. Assume valore vincolante solo nel momento in cui lo Stato stesso lo ratifica. Al momento tutti gli Stati del mondo, ad eccezione degli Stati Uniti d’America, hanno ratificato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia ed in particolare in Italia è stata ratificata con la Legge 27 maggio 1991, n. 176. L’ultimo paese ad aver ratificato la Convenzione è stata la Somalia.

La Convenzione è uno strumento giuridico ed è composta da 54 articoli in difesa dei diritti dei bambini, in particolare la necessità e il diritto del bambino di ricevere protezione e cura; il processo che ha portato alla sua creazione è iniziato grazie alla nuova concezione e rappresentazione dei bambini e grazie al rafforzamento del diritto internazionale.

Per la stesura della Convenzione internazionale sui Diritti dei Bambini, si è fatto riferimento a diversi strumenti giuridici, ciascuno dei quali impone agli stati l’adempimento degli obblighi internazionali assunti in protezione e promozione dei diritti umani. Tali riferimenti sono:

· La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;

· il Patto internazionale sui diritti civili e politici;

· il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali;

· la Convenzione contro la tortura, e ogni altra forma di trattamento o punizione crudele, inumano o degradante;

· la Convenzione internazionale per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale;

· la Convenzione internazionale contro ogni forma di discriminazione contro la donna;

· la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo del 1924.

I diritti garantiti dalla Convenzione sono raccolti in un documento onnicomprensivo, dove ogni articolo è da considerarsi di uguale importanza, indivisibile e strettamente correlato agli altri e tale documento è stato il primo a sancire nel proprio testo le diverse tipologie di diritti umani:

  • civili

  • culturali

  • economici

  • politici

  • sociali

  • quelli concernenti il diritto internazionale umanitario




Gli articoli della Convenzione possono essere raggruppati in quattro categorie, in base ai suoi principi guida che sono:

  • Principio di non discriminazione che impegna tutti gli stati ad assicurare i diritti sanciti dalla Convenzione a tutti i bambini, senza distinzione di razza, colore, sesso, religione, opinione dei minori o dei genitori; tale principio è sancito dall’articolo 2.

  • Superiore interesse del bambino: prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata di assistenza sociale, l'interesse superiore del bambino deve essere una considerazione preminente; è sancito dall’articolo 3.

  • Diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo: prevede il riconoscimento da parte degli Stati membri del diritto alla vita del bambino e l'impegno ad assicurarne, con tutte le misure possibili, la sopravvivenza e lo sviluppo; è sancito dall’articolo 6.

  • Ascolto delle opinioni del bambino: prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i procedimenti che li riguardano, soprattutto in ambito legale e pone quindi il dovere per gli adulti di ascoltare il bambino e di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. Tale principio è sancito dall’articolo 12.

La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, per poter essere giuridicamente valida aveva bisogno di alcune condizioni, tra cui la ratifica da parte degli Stati.

Il 26 gennaio 1990, durante la cerimonia ufficiale a New York, la Convenzione viene firmata da 61 paesi e secondo l’articolo 49.1, entra in vigore 30 giorni dopo la firma dell’ultimo Stato necessario per raggiungere il minimo accettabile di 20.

Ciascuno stato che ha aderito alla ratifica della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia non deve adottare nessun’altra legislazione o modificare norme nazionali in maniera tale che possano entrare in conflitto con le norme sancite dalla Convenzione stessa. Ogni stato, in base all’articolo 44, deve sottoporre al Comitato sui Diritti dell’Infanzia un rapporto periodico (il primo deve essere presentato dopo due anni dall’entrata in vigore della Convenzione nello stato e successivamente ogni cinque anni) sui provvedimenti adottati per l’applicazione dei principi sanciti dalla Convenzione.


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