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MORTE E SUPERSTIZIONI

Aggiornamento: 27 nov 2021


“Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”

Eduardo De Filippo


"Ci affidiamo alle superstizioni perché siamo abbastanza intelligenti da sapere che non abbiamo tutte le risposte. E che la vita segue dei percorsi misteriosi. Mai rifiutare una pozione, da qualunque parte arrivi!"

Meredith Grey




In Italia la superstizione la fa da padrona, e il popolo italiano è uno dei più scaramantici....figuriamoci per ciò che riguarda la morte....Scopriamo alcune delle credenze che riguardano uno dei momenti più misteriosi della vita...



La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria. Generalmente si concretizza nella convinzione che atteggiamenti presenti possano influenzare avvenimenti futuri senza che però ci sia nulla che possa ragionevolmente dimostrare una relazione causale tra gli eventi.

Ad esempio è una superstizione credere che sia un segno di sventura vedere un gatto nero che attraversa la strada di fronte a noi, oppure credere che rompere uno specchio facendolo cadere comporti 7 anni di sfortuna.

Molte superstizioni popolari sono legate proprio alla morte: vediamone alcune.

Come abbiamo già detto in un precedente scritto, una superstizione legata alla morte vuole che il letto della persona viva o malata non sia mai rivolto verso porte o finestre poiché questo potrebbe anticipare la morte della persona stessa. Tale credenza deriva dal fatto che la tradizione vuole che il letto del defunto sia posizionato proprio in maniera tale che i piedi siano indirizzati verso la porta o la finestra dalla quale uscirà il feretro.


Alcune superstizioni legate alla morte sono riferite agli uccelli perché, dal momento che questi possono muoversi agilmente tra terra e cielo, sono stati visti fin dall’antichità come un collegamento tra il mondo temporale e il mondo spirituale. Così, un uccello che vola in casa entrando dalla porta o dalla finestra e che, possibilmente, si posa sul retro di una sedia, è considerato un presagio di morte per qualcuno in casa, e allo stesso modo lo è un uccello che si posa sul davanzale e guarda all’interno della casa oppure batte il becco sul vetro. Così come vedere un gufo durante il giorno o sentirlo urlare in qualsiasi momento, è un altro presagio di morte. Il cuculo, invece può anche portar bene: chi ne sente il canto deve subito far tintinnare le monete che ha in tasca o nel portafogli, così nel prossimo mese ci saranno guadagni inaspettati. Ma il canto del cuculo però rappresenta anche una sorta di “orologio” di vita, dal momento che quando si sente cantare il primo cuculo di primavera, chi lo sente deve contare i suoi “cu-cu” perché questi gli indicheranno quanti anni avrà ancora da vivere.


Le superstizioni legate al cimitero sono numerose. In primo luogo si crede che quando si passa nei pressi di un cimitero bisogna trattenere il respiro, così da non permettere agli spiriti dei defunti che ancora si aggirano tra le tombe di entrare nel nostro corpo. Le mamme in attesa oltre a trattenere il respiro dovrebbero anche fischiare nei pressi dei cimiteri, ma anche alla vista di un carro funebre. Inoltre è credenza popolare la necessità di sbattere i piedi in terra prima di oltrepassare il cancello del cimitero e andar via, per non portarsi dietro la terra dei morti. Per quanto riguarda invece la sepoltura, è superstizione credere che il modo in cui i cadaveri vengono sepolti possa influenzare la vita dei sopravvissuti e l’aldilà dei defunti. Infatti si dice che sia fortuna per i sopravvissuti che il defunto sia sepolto con i piedi indirizzati verso est ed il capo verso ovest, questo perché si crede sia più facile per il defunto uscire dalla tomba e dirigersi verso est nel Giorno del Giudizio Universale che, secondo il cristianesimo, avrà inizio proprio da est. Anche la posizione della tomba ha la sua importanza e si crede che avere la tomba nella parte nord crea problemi ai sopravvissuti, mentre seppellirli nelle tombe che si trovano nella parte sud del cimitero sia di buon auspicio. Questa superstizione è dovuta al fatto che anticamente nella parte sud dei cimiteri erano costruite le tombe delle persone ben considerate, mentre nel lato nord c’erano le tombe degli individui considerati peggiori, quali i suicidi, i criminali e i non battezzati. E, a proposito di tombe, è credenza diffusa pensare che sulle tombe dove crescono i fiori ci siano seppellite persone che hanno condotto una vita pura e alle quali, in morte, si sono aperte le porte del paradiso. Nelle tombe dove, invece, crescono le erbacce, ci sono seppellite persone che in vita sono state malvage.


Anche le condizioni meteorologiche durante e dopo un funerale possono creare delle superstizioni. Infatti, se dopo il funerale si sente un tuono, è superstizione credere che il defunto sia stato accettato in paradiso e questa superstizione è strettamente legata alla Bibbia, dal momento che un versetto biblico afferma che 16 Quel giorno, il Signore stesso, ad un dato segnale, alla voce di un arcangelo e allo squillo della tromba di Dio, scenderà dal cielo, e allora i credenti morti saranno i primi a risorgere per andargli incontro. 17 Poi noi, che saremo ancora vivi, verremo presi insieme a loro e portati in alto tra le nuvole per incontrare il Signore. Così rimarremo con lui per sempre.” (1 Tessalonicesi 4:16-17). Allo stesso tempo però il tuono durante il funerale non viene considerato di buon auspicio, ma viene interpretato come il segno che l’anima del defunto si sta dirigendo verso un posto non gradevole. Invece la pioggia durante il funerale o la sepoltura viene interpretata come di buon auspicio che il defunto è legato al cielo. Inoltre se il funerale si tiene in una bella giornata assolata, bisognerebbe trovare chi ha il volto meglio illuminato dal sole, perché è la persona che dovrebbe essere la prima a morire.


Altre superstizioni sono invece legate al numero tre: una di queste è l’idea che se si accende la sigaretta in tre dallo stesso fiammifero, il terzo morirà. Tale credenza è nata nelle trincee della Grande Guerra. Infatti, al buio, la luce del fiammifero allertava il cecchino della presenza del nemico, la luce della seconda sigaretta accesa gli permetteva di aggiustare la mira e all’accendersi della terza sigaretta il cecchino sparava. Sempre legata al numero tre è la credenza che, in una tavolata, la persona anziana che versa l’ultima goccia della terza bottiglia di vino stappata morirà entro l’anno. Inoltre, altra superstizione riguardante tale numero, è che la morte si verifica in gruppi di tre e le celebrità non sono immuni a questa “regola”. Per ciò che concerne invece il numero tredici c’è una superstizione che trae origine dall’Ultima Cena della religione Cristiana, per cui se ci si trovasse in 13 a tavola, ci si dovrebbe aspettare che uno dei commensali possa morire a breve.

Si deve porre attenzione anche nel fare regali: infatti quando si regalano dei fiori, credenza vuole che debbano essere in numero dispari, dal momento che i fiori in numero pari si portano ad un defunto. Possono essere regalati in numero pari solo se sono dodici, ovvero una dozzina.


Segno di malaugurio è vedere un carro funebre vuoto e tale superstizione risale al periodo della pestilenza, quando i carri giravano vuoti per le città per raccogliere i numerosi deceduti a causa della peste. L’arrivo del carro funebre vuoto creava scompiglio e faceva pensare che presto sarebbe potuto toccare a chiunque di essere recuperati dal carro perché deceduto. Si facevano quindi scongiuri toccando ferro e facendo le corna con le mani, esattamente cosa che si fa anche ora alla vista di un carro funebre vuoto.


Appoggiare un cappello sul letto o aprire un ombrello in un luogo chiuso, sono anche queste superstizioni negative, atti di malaugurio che hanno radici nel passato. Infatti, per quanto riguarda il cappello, era usanza di medici e preti che assistevano il malato in punto di morte, poggiare nella fretta del momento il proprio cappello ai piedi del letto del malato. Da questa antica usanza deriva la credenza che poggiare il cappello sul letto sia presagio di morte o comunque di cattiva sorte. Per quanto riguarda l’ombrello, invece, la superstizione è legata al fatto che in antichità sul capo del prete che veniva a portare l’estrema unzione veniva tenuto aperto un “baldacchino”, e aprire un ombrello in un luogo chiuso ricorda proprio questa usanza ed è segno quindi di malaugurio o di presagio di morte.


Le superstizioni spesso aiutano le persone a dare un senso al proprio mondo e non ci deve sorprendere il fatto che le superstizioni legate alla morte siano così numerose, dal momento che l’evento morte è uno dei più misteriosi dell’esistenza umana, al quale molto spesso non si riesce a dare risposta o spiegazione.


Detto questo, a ciascuno la sua superstizione o credenza.




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